Labile: l'aggettivo deriva dal tardo latino labëlis , (scivolare, cadere, scorrere). In letteratura è usato per indicare una cosa che scorre su e giù. In chimica e in fisica significa instabile ad esempio un composto labile, un equilibrio labile. In senso figurato si intende facile a cedere (in senso morale), che va via facilmente, che sfugge presto: avere una memoria labile; ricordi labili. Più comunemente è inteso in senso di passeggero, fugace: i beni mondani sono labili. In psicologia si dice di soggetto instabile, le cui emozioni si esprimono in modo incontrollato.
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