Il 10 gennaio 1944 si conclude il processo di Verona, città allora sotto la giurisdizione della Repubblica Sociale Italiana. E' uno dei primi atti ufficiali della Repubblica Sociale , un processo , fortemente voluto dai tedeschi. Le udienze, iniziate l'8 gennaio 1944, durano appena tre giorni e il collegio giudicante è composto da uomini di comprovata fede fascista . Sul banco degli imputati, siedono alcuni dei membri del Gran Consiglio del Fascismo che, nella seduta del 25 luglio 1943, hanno sfiduciato Benito Mussolini: Ciano, De Bono, Marinelli, Gottardi , Pareschi e Cianetti. Il principale obiettivo del processo e’pero' Galeazzo Ciano, genero del Duce. Il dibattimento si svolge in un clima teso , in una sala dall'aspetto lugubre per via dei drappi con cui era addobbata e in cui spesso risuonano grida di vendetta parte del pubblico. Ovvia la richiesta finale : pena di morte per tutti gli imputati . La pene capitalie è comminata a cinque imputati ad eccezione di Cianetti che è invece condannato a 30 anni di carcere. L' esecuzione avviene la mattina dell'11 gennaio, nel poligono di Forte San Procolo , con un plotone di esecuzione formato da trenta militi fascisti e gli imputati con le spalle rivolte ad esso.
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